Le istruzioni
Un testo che spiega al modello il compito, il tono e cosa non deve fare. Si scrive, si prova e si corregge come il resto del codice, e si conserva con le sue versioni.
Guide · AI
di Salvo De Luca, fondatore e CEO di Dialogicom · pubblicata il 5 novembre 2026 · aggiornata il 6 novembre 2026
Si parte da un compito preciso, non dal modello. Il software chiama un modello tramite API, gli passa solo i dati che servono, controlla la risposta e la scrive dove serve. Il resto del lavoro è misurare costi e qualità, e decidere dove deve intervenire una persona.

Da dove partire
L'errore più comune è cominciare dalla domanda «quale AI usiamo?». La domanda utile è un'altra: quale lavoro ripetitivo vogliamo togliere, o quale decisione vogliamo rendere più veloce?
Un buon primo compito ha tre caratteristiche. Si ripete spesso. Ha un risultato che una persona sa giudicare. E un errore non è grave, oppure si può correggere prima che arrivi a un cliente. Alcuni esempi:
Un compito scelto così si può misurare: quante pratiche, quanti errori, quanto tempo, prima e dopo. Senza una misura non si capisce se l'AI sta aiutando o sta solo aggiungendo un passaggio.
Il collegamento
I modelli linguistici più capaci, come quelli di Anthropic, OpenAI e Google, si usano tramite API: il vostro software manda una richiesta con le istruzioni e i dati, e riceve una risposta. Non serve cambiare gestionale. Serve un pezzo di software in mezzo, che prepara la richiesta, la manda, controlla la risposta e la scrive nel posto giusto. Le parti da progettare sono quattro.
Un testo che spiega al modello il compito, il tono e cosa non deve fare. Si scrive, si prova e si corregge come il resto del codice, e si conserva con le sue versioni.
Solo quelli che servono al compito: il testo della richiesta, la scheda del cliente, il paragrafo del manuale. Meno dati si mandano, meno si spende e meno si espone.
Quando la risposta deve entrare in un gestionale, si chiede al modello un formato preciso, per esempio campi con nome e valore. Il software lo controlla prima di usarlo.
Un fornitore può essere lento o non rispondere. Il software deve sapere cosa fare: riprovare, passare a un altro modello o lasciare il lavoro a una persona.
Se le risposte devono venire dai documenti dell'azienda, si aggiunge una ricerca che trova i passaggi pertinenti e li dà al modello insieme alla domanda. Si chiama RAG, e ha una guida tutta sua.
I costi
I modelli in cloud si pagano a consumo, in base alla quantità di testo che entra e che esce. Il testo si misura in token, cioè pezzi di parola. Una singola richiesta costa di solito poco, ma il costo si moltiplica per il numero di richieste e cambia molto da un modello all'altro. Quattro abitudini lo tengono sotto controllo:
Con un modello installato sui vostri server non si paga a consumo, ma si pagano hardware, energia e manutenzione. Come scegliere fra le due strade lo spiega la guida sui modelli locali e in cloud.
La qualità
Un modello linguistico può sbagliare con sicurezza: scrive una risposta convincente anche quando è falsa. Si chiama allucinazione, e non si elimina del tutto. Si gestisce con il progetto, mettendo i controlli nei punti giusti.
Quando il modello risponde partendo dai vostri documenti, la risposta dice da dove viene, così chi legge può controllare.
Un codice fiscale, un importo, una data si controllano con regole semplici prima di salvarli. L'AI propone, il software verifica.
Le risposte su prezzi o contratti, o le decisioni su pratiche importanti, passano da una persona prima di uscire.
Per alcuni compiti un secondo modello rilegge la risposta del primo e corregge gli errori evidenti. Riduce gli errori, non li azzera.
Serve anche una prova che si possa ripetere: un elenco di casi veri con la risposta giusta, da rilanciare a ogni cambio di istruzioni o di modello. È il modo più semplice per accorgersi se la qualità peggiora.
I dati
Quando un software manda testi a un modello in cloud, quei testi arrivano al fornitore. La parte tecnica decide che cosa arriva e che cosa no.
Queste sono scelte tecniche. Se un trattamento di dati sia lecito, e a quali condizioni, lo dicono le norme e i vostri contratti: va verificato con il vostro consulente. Noi gli diamo le informazioni tecniche che servono.
La nostra esperienza
Quello che scriviamo qui viene dal software che usiamo ogni giorno. Minerva, il nostro tutor per lo studio, usa modelli linguistici per spiegazioni, mappe e verifiche, e cerca nei materiali caricati dallo studente. Gli assistenti AI del nostro sito rispondono su temi diversi, ognuno con le sue istruzioni.
Per Pavé, un'agenzia immobiliare, abbiamo collegato un agente alle email, a WhatsApp, all'archivio degli immobili e al calendario delle visite.
I limiti
Domande frequenti
Quasi mai, all'inizio. Di solito bastano buone istruzioni e, se servono i vostri documenti, una ricerca che li passa al modello a ogni domanda. Un addestramento su misura costa di più ed è utile solo in casi particolari.
Dipende dal compito e dai sistemi da collegare. Proponiamo di partire da un solo compito, misurarlo su casi veri e poi estendere: così il primo risultato arriva presto e si vede se vale la pena andare avanti.
Sì, se il software è progettato per questo. Le chiamate al modello passano da un punto solo, e cambiare modello diventa una questione di configurazione e di nuove prove sulla qualità.
Di solito toglie la parte ripetitiva. Le persone restano dove serve giudizio e controllano i casi in cui un errore costa.
Raccontateci il processo: vi diciamo se l'AI può aiutare, da dove conviene cominciare e come misurarlo. Rispondiamo entro 24 ore lavorative.